Theragāthā

2.16. Mahakala

Questa donna nera

[nel preparare un cadavere per la cremazione]

—come un corvo, enorme—
dopo aver rotto una gamba e poi
l’altra,
dopo aver rotto un braccio e poi
l’altro,
frantumato la testa,
come un vaso di terracotta,
siede davanti a questo mucchio di ossa.

Chi, senza conoscenza,
produce aggregati
—lo stolto—
ritornerà ancora
alla sofferenza e al dolore.
Avendo ottenuto la conoscenza,
non produco aggregati.
Non sarà mai più
la mia testa frantumata.